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Buon Natale 2017

Fare welfare non significa distribuire beni scarsi, non è sottrarre a qualcuno e dare ad altri, ma costruire una casa per tutti. Occorre e occorrerà sempre più, se vogliamo disseccare i giacimenti dell’odio che stanno avvelenando il nostro Paese, declinare nei nostri progetti l’interesse generale, accrescendo i beni comuni. In un mondo di particolarismi bisogna pure che si affermino beni indivisibili, beni che diffusi non soffrano di sottrazione, e che facciano saltare il banco di chi lucra sulla guerra tra poveri. Istruzione, lingua, cultura, relazioni, ambiente, convivenza, reciprocità e coesione sociale… è quasi sterminato l’incanto dei beni comuni, che sono benevolenza per tutti, dono da ricollocare al centro del nostro lavoro. Sappiamo quanto sia complicato immergere questa logica dentro politiche quasi sempre settoriali, sappiamo quanto si corra il rischio di declinare in forma soltanto retorica quei paragrafi sulle “ricadute collettive” che a volte i nostri committenti ci sollecitano, perché la nostra attenzione è tutta focalizzata sulla singolarità dei nostri beneficiari, e il resto fa da sfondo. Abbiamo però l'impressione che, da qui in avanti, si debba ribaltare il paradigma pensando l’intero, e solo poi articolare un discorso di welfare secondo i singoli “target”. 

Auguri a tutti le socie e soci APIS, a tutti i colleghi e a tutti i visitatori! Che questo Natale ci rechi il dono della benevolenza verso tutti. Che i nostri progetti ne parlino, la esprimano, la diffondano a piene mani, come una buona notizia indiscriminata capace di spegnere l’odio e il livore serpeggiante. Ci torni la passione della costruzione di ciò che è di tutti. Bisogna costruire una casa comune, perché i più fragili vi trovino posto. Cos'altro è d'altronde solidarietà se non passione per il tutto? 

Buon Natale!