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Martedì, 13 Agosto 2019 16:14

Un traguardo che apre orizzonti

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b2ap3_thumbnail_Jamil.JPG* Trascrizione rivista dell’intervento di Jamil Amirian in occasione del Convegno del 17 maggio 2019 presso l’Università Roma Tre, Facoltà di Economia e Commercio

Avere ottenuto una norma, anzi avere ottenuto questa norma non è un risultato scontato, ma, è l’esito di un complesso percorso di confronto, ripensamento, e soprattutto decisioni non ovvie. In questo mio intervento mi propongo di mettere in evidenza quelli che sono, dal mio punto di vista, i più significativi elementi di un’operazione il cui impatto possiamo solo iniziare a immaginare.

Non è scontato avere ottenuto una norma, tramite un progetto durato 6 anni che in molti momenti ci ha visti seriamente dubbiosi circa l’esito, perché non era scontata la necessità di questa norma, anzi. Non è scontato, infatti, che la progettazione sociale venga considerata come funzione distinta; per chi come noi svolge questa attività da decenni sembra quasi superfluo, ma credo si tratti di un passaggio pubblico realmente rilevante che occorre approfondire. Il progettista sociale non è unicamente un sociologo che svolge una delle forme applicative della propria disciplina, così come non è un assistente sociale che espleta un ambito della professione.

Martedì, 13 Agosto 2019 16:12

Ripartire dal 17 maggio...

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b2ap3_thumbnail_IMG_4597.jpgCare socie e cari soci,

sintetizzare una giornata campale come quella del 17 maggio 2019, attesa per anni, non è possibile, e credo nemmeno utile. Credendo di offrire un servizio in particolare per coloro che il 17 non sono potuti essere con noi, da qui in avanti pubblicheremo sia sulla nostra fan page Facebook che sul nostro Canale Youtube la ripresa integrale degli interventi al Convegno e delle interviste che sono seguite. Per il resto più che sintetizzare da qui in avanti occorrerà “approfondire”, “tesaurizzare” e “proseguire”...

Martedì, 13 Agosto 2019 16:11

Perché una norma, per chi una norma

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b2ap3_thumbnail_Convegno_parterre.jpg*Testo della relazione introduttiva tenuta da Antonio Finazzi Agrò in occasione del Convegno del 17 maggio 2019 presso l’Università Roma Tre, Facoltà di Economia e Commercio

Care socie e cari soci, 

a rendere estremamente difficoltoso, e insieme appassionante e suggestivo, il percorso compiuto per adottare la norma tecnica che oggi presentiamo, non è tanto il sostantivo “progettista”, quanto l’aggettivo “sociale” che lo accompagna. Chi sia infatti e di cosa si occupi un progettista, indipendentemente dal suo ambito di intervento, è su un piano strettamente intuitivo preliminarmente chiaro. La progettazione è ciò che “sta sotto” alle attività, è ciò che ne costituisce la struttura predittiva, riflessiva e di costante verifica in base alla quale il nostro lavoro non si affida giorno per giorno al caso o all’improvvisazione, ma si dota all’inizio e si attiene in seguito a una regola. Come ripeto spesso nei nostri corsi, raccordandomi a un'insigne tradizione filosofica, progetto e progettazione sono radicati in noi come “esistenziali”, strutture cioè che chiarificano l’esistenza umana.

Ma invece cosa intendiamo con “sociale”? Sociale è evidentemente una di quelle parole ombrello, a estensione massima e intensione minima, che parrebbe fatta apposta per gettare nel massimo imbarazzo teorico chiunque si attenti a pronunciarla. Con buon indice di approssimazione diciamo che per sociale intendiamo il modo in cui le società funzionano, si articolano al proprio interno, organizzano i propri scambi endogeni e quelli con le altre società, individuano scopi e obiettivi collettivi, elaborano prospettive e valori di riferimento, perseguono il massimo possibile di benessere equamente distribuito. Se sul piano delle politiche pubbliche è invalso l’uso di identificare, soprattutto per esigenze di carattere amministrativo, il sociale in opposizione ad altri ambiti di intervento, primo fra tutti il sanitario, noi dobbiamo confessare che su un piano più originario la coppia sintagmatica di riferimento da cui il sociale trae l’insieme delle sue significazioni è “sociale” versus “individuale”. È sociale tutto ciò che tocca una comunità di persone, e soprattutto ciò che investe il fondamento che queste persone tiene insieme.

Martedì, 13 Agosto 2019 16:09

Rinnova la tua adesione ad APIS nel 2019

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Un 2019 ricco di eventi, ricco di percorsi, ricco di successi! Sei pronta/o a scommettere anche quest'anno sul Patto associativo e il programma APIS? Versa subito la tua quota! Come negli scorsi anni se vuoi puoi agevolarti versando in un’unica soluzione la quota per il 2019 e per il 2020 al costo di € 100 invece di € 120. Se sei socio o socia in formazione la tua quota è di € 30 per il 2019 o di € 50 per il 2019 e 2020. Puoi pagare via Carta di credito o conto Paypal, oltre che tramite bonifico bancario:

     

Per pagare con Carta di credito o conto Paypal seleziona dal menu a tendina che vedi sotto sotto il rinnovo che vuoi effettuare e clicca "Paga adesso":

Tipo di rinnovo
       
     

Per pagare con bonifico bancario utilizza questi riferimenti: Conto corrente intestato a APIS, su Banca Etica, IBAN: IT85O0501803200000011297272. Indica come causale: "Quota associativa 2019 – tuo nome e cognome" o "Quota associativa 2019/20 – tuo nome e cognome". Appena hai eseguito il pagamento ti preghiamo di darcene riscontro scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Buon anno associativo e grazie di essere ancora con noi!

Care e cari soci,

inizia un nuovo anno sociale, pieno di novità, progetti, iniziative. Un anno che si preannuncia ricco di sfide e traguardi da raggiungere. Un anno, forse, difficile da affrontare per molti di noi, per le incognite professionali che presenta. Un anno, dunque, che vale ancora più la pena vivere e affrontare insieme, all’insegna della condivisione, dello scambio, della crescita professionale, della formazione.

Nei prossimi giorni sarete individualmente tutti raggiunti da una mail personale, in cui vi proporremo il rinnovo della vostra adesione ad APIS per il 2015. Ci aspettiamo una risposta calda, e ampia, che porti tutta la nostra comunità di pratiche, piccola ma agguerrita, a crescere fino a raggiungere quella rappresentatività della professione del progettista sociale per cui siamo nati.

 

Lunedì, 14 Gennaio 2019 09:46

Garanzia Giovani?

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Care socie e cari soci,

una nostra socia in formazione, che per ora proteggiamo con l’anonimato, ci ha messo a parte di fatti che troviamo semplicemente vergognosi, tanto più perché legati a quella pasticciata soluzione che porta il nome di “Garanzia Giovani” – e che, sia detto incidentalmente, altro non fa che compiere il destino del servizio civile, ridotto ad ammortizzatore sociale – il cui scopo istituzionale sarebbe di tutelare e offrire garanzia ai giovani più fragili e svantaggiati del Paese, i cosiddetti “Neet” su cui molto si è detto, scritto e programmato, più spesso a sproposito che a proposito.

Leggete, per favore, con diligenza e attenzione cosa è accaduto in occasione di un colloquio di “orientamento”, a cui è stata convocata la nostra socia in formazione. Questo è ciò che la rete “pubblica” saprebbe offrire a chi già è in condizione di svantaggio sociale. Non serve scomodare la cara memoria di don Milani per osservare che, per ogni giovane che sa parlare, scrivere, argomentare, ve ne sono centinaia più fragili completamente abbandonati alla mercé di questi quattro farabutti di alto e basso grado, che agiscono al riparo della funzione pubblica disonorandola ogni giorno.

E scusate il tono, che però sentiamo dovuto “…E – vi preghiamo – quello che succede ogni giorno non trovatelo naturale. Di nulla sia detto: "è naturale" in questi tempi di sanguinoso smarrimento, ordinato disordine, pianificato arbitrio, disumana umanità, così che nulla valga come cosa immutabile” (Bertold Brecht, L'eccezione e la regola, 1930).

Lunedì, 14 Gennaio 2019 09:31

Sui recenti fatti di mafia nel terzo settore

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Care socie e cari soci,

immagino che, come me, anche voi stiate seguendo in un’alternanza di sconcerto, disgusto, sconforto e preoccupazione i fatti di cronaca giudiziaria sugli ampi fenomeni di mafia e corruzione che hanno riguardato la gestione degli appalti pubblici a Roma, purtroppo proprio in quel comparto di servizi pubblici e welfare in cui operano le cooperative di tipo “A” e di tipo “B”. È il nostro settore, il nostro mondo, questa volta non si può proprio fare finta di nulla: lo scandalo ha toccato anche noi. Intendiamoci, prima o poi doveva capitare in un mercato come il nostro che ancora per il 90% campa di commesse pubbliche, e in fondo ciascuno di noi coltivava il sospetto del marcio che sta emergendo. Il tanfo, diciamolo, si sentiva da parecchio. Solo personalmente non mi aspettavo che il sistema di corruzione fosse così ampio, ramificato e trasversale. Soprattutto, ed è quel che più mi addolora, non mi aspettavo che un mercato da fame come quello dei trasferimenti per pubblici servizi e welfare, dove non ce n’è abbastanza per fare le cose legalmente, potesse attrarre appetiti criminali e sostenere sistemi di spartizione illecita di questa portata.

Lunedì, 14 Gennaio 2019 09:30

Buon Natale 2014!

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«…Noi viviamo nelle città, nel lavoro, nelle famiglie. Ma il luogo in cui viviamo, in verità non è un luogo. Il luogo in cui viviamo veramente non è quello in cui passiamo le nostre giornate, bensì quello in cui speriamo, senza conoscere ciò che speriamo, quello per cui cantiamo, senza capire cos'è che ci fa cantare…» (Cristian Bobin, Francesco e l’Infinitamente Piccolo)

Care e cari soci, in questi giorni non troppo allegri per chi come noi ha dedicato la propria energia e la propria intelligenza al sociale e al welfare, l’augurio che sentiamo di farci è di tornare a sperimentare ciò che sin dall’inizio ha animato il nostro lavoro: un prepotente desiderio di mondi diversi, di mondi possibili migliori di quello che già conosciamo e frequentiamo.

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In questo post vorrei consegnare alla comunità dei progettisti un insieme di questioni che sono derivate dall’incontro che APIS ha organizzato con Francesco Maietta, responsabile delle ricerche sul welfare del Censis, rispetto agli esiti del 48° rapporto sulla situazione del paese. Proverò anche a condividere alcune riflessioni, ma spero meno esaustive possibile.
Prima questione: perché un progettista sociale dovrebbe occuparsi della situazione del paese? Perché alzare lo sguardo su cosa accade in Italia e nel mondo, visto che siamo prevalentemente concentrati nell’analizzare i fabbisogni dei nostri utenti, territori o problematiche?

Udite udite, il 21 marzo è in rampa di lancio il gruppo regionale APIS Lombardia! Partiamo subito forte, con un evento a Lecco per tutti i soci e gli interessati, sulla Riforma del Terzo Settore: Associazione semplice oppure onlus? Associazione culturale oppure di promozione sociale? E la cooperativa sociale dove si colloca? Il 5 per mille è stabilizzato oppure no? E del Servizio Civile che ne sarà? Vale la pena coltivare visioni a lungo termine? Sono solo alcune delle domande su cui si arrovellano gli operatori del terzo settore! Fino ad oggi, chiunque si fosse trovato di fronte al desiderio di creare oppure di amministrare un ente del terzo settore si è inevitabilmente scontrato con un mondo burocraticamente complesso – e direbbe Zamagni hobbesianamente attestato sulla presunzione di malizia nei cittadini, da arginare a colpi e fasci di norme e cavilli sino a paralizzarne l’azione – che ha generato forte disorientamento.

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