Giovedì 29 gennaio dalle 16,30 alle 18,30
Costruire la mappa: Laboratorio partecipativo sui modelli di rappresentazione della realtà in progettazione sociale
Relatori (vedasi bio a seguire):
Roberto Mucelli (psico-sociologo Università La Sapienza di Roma)
Jamil Amirian (presidente Apis)
Esistono responsabilità su cui i progettisti sociali hanno chiara attenzione, quelle evidenti, scritte nei contratti, dichiarate nelle riunioni, quelle su cui discutono, cercando di tracciare confini e definizioni.
Ma poi ce ne sono altre.
Quelle non dichiarate, impegni tra le righe, fatiche poco riconosciute e poco retribuite. Eppure spesso sono proprio queste a pesare di più, a definire il valore di un progetto.
Una in particolare emerge con forza in questi tempi: la richiesta insistente di promuovere il senso, di costruirlo e condividerlo. Il senso dei progetti, del lavoro sociale, delle trasformazioni che cerchiamo di generare.
È un tema che attraversa tutto il campo, ma che ricade con particolare intensità sulla responsabilità dei progettisti sociali: figure di confine, abitatori di frontiere, chiamati al cambiamento e alla partecipazione, quindi inevitabilmente alla mediazione. Mediazione di senso, soprattutto adesso, in epoca di spinta alla produttività, di Intelligenza Artificiale, di sistemi Evidence Based, di rigore della spesa pubblica.
Al progettista sociale viene rivolta continuamente la stessa domanda: che senso ha? Che senso ha il tuo lavoro, i tuoi risultati, il tuo ruolo, la tua azione?
Vediamo questa domanda in alcune situazioni.
Un progettista dedica mesi a dialogare con pazienti con i destinatari, le famiglie, le persone. Ascolta problemi, raccoglie frammenti di vita, favorisce comprensione e partecipazione, fa in modo che ogni voce trovi spazio nel progetto. Ma alla valutazione, il progetto ottiene un punteggio basso, superato da progetti forse scritti in poche ore con l’intelligenza artificiale. Che senso ha avuto il suo lavoro?
Un’altra progettista lavora per due anni. Giorno dopo giorno, produce trasformazioni concrete, miglioramenti tangibili nella vita delle persone. Ma al termine, un terzo del finanziamento viene tagliato per problemi formali, tecnicismi burocratici. Che senso ha avuto il suo lavoro?
Una comunità ha bisogno di tessere legami, di costruire impegno condiviso verso un cambiamento sociale. Ma i criteri di approvazione del progetto valorizzano esclusivamente parametri oggettivi, misurabili, neutri. Le dimensioni umane, relazionali, non trovano posto nei punteggi. Il progettista si trova costretto a mettere in ombra ciò che conta davvero, per dare risalto ad aspetti che hanno solo valore di vetrina. Che senso ha il suo lavoro?
Quali sono le domande di senso che il nostro tempo ci sta ponendo? Come possiamo accoglierle, farle nostre, assumerle come parte della nostra responsabilità professionale? Come ci rappresentiamo la realtà in cui operiamo, e come riusciamo a costruire rappresentazioni condivise, mappe che altri possano leggere? Come teniamo aperte le questioni davvero rilevanti, quelle che rendono la progettazione sociale viva e produttiva?
Queste domande saranno le bussole con cui inizieremo a costruire un nuovo sentiero.
Sarà un percorso sperimentale e laboratoriale, che non ha risposte predefinite, né conoscenze da trasferire, ma si configura come un’esplorazione condivisa in territori ancora poco conosciuti e descritti.
Un percorso in cui tutti i partecipanti sono chiamati a collaborare: pionieri che aprono tracce, apripista che segnano sentieri, manutentori che rendono quei percorsi praticabili per dopo.
Il luogo del nostro appuntamento è la rappresentazione della realtà con cui ogni progettista fa i conti quotidianamente. Una realtà fatta di risultati da dimostrare e vincoli economici da rispettare, di documenti da produrre e scadenze da onorare. Ma anche di persone che si arrabbiano e sono stanche, di operatori demotivati che hanno perso la bussola, di valori da recuperare nella routine, di significati da ricostruire.
Il “risultato atteso” e l’obiettivo del webinair non è costruire la mappa, ma iniziare a ripensarla con maggiore consapevolezza.
Ha svolto il ruolo di consigliere APIS, in particolare coordinando il Gruppo di Lavoro che ha condotto alla definizione della Norma Tecnica UNI sul progettista sociale.
Raccoglieremo fino ad un massimo di 30 iscrizioni in ordine cronologico di invio della domanda di iscrizione (farà fede la data e ora di ricezione).
Per partecipare è necessario iscriversi compilando il form seguente:
Richiesta iscrizione webinar - Costruire la mappa
"*" indica i campi obbligatori
Formazione avanzata riservata ai soci Apis in regola con il versamento della quota associativa
Apis organizza per i propri associati un ciclo di webinar nel periodo gennaio – giugno 2026.
Per partecipare gratutamente ai webinar di formazione è necessario essere soci Apis in regola con il versamento della quota 2026.
Per informazioni su come associarsi – clicca qui
Articolazione dei webinar
I webinar si svolgeranno di pomeriggio (vedi orari per ciascun webinar) in modalità videoconferenza su Zoom. Per partecipare è necessario iscriversi attraverso il form che trovate sotto a ciascun webinar.
Cosa è richiesto ai partecipanti
Viene richiesto ai partecipanti di essere puntuali ad ogni collegamento (collegandosi 5 minuti prima del tempo previsto) e la presenza per tutta la durata della sessione.
Viene inoltre richiesto di avere aperto il collegamento video per la durata del corso e l’audio muto nel momento in cui non c’è necessità di parlare per domande, considerazioni ed osservazioni.
Viene infine richiesta la disponibiltà a lavorare in sottogruppi (sempre in modalità videoconferenza) nel caso di eventuali esercitazioni predisposte dai docenti.
Altre informazioni
Ciascuno dei partecipanti potrà accedere all’area riservata per i soci Apis nel sito internet dell’Associazione. Vi troverà una sezione dedicata al webinar con i relativi materiali.
L’iscrizione a ciascun webinar è gratutita per i soci Apis in regola ma è necessario segnalare la propria presenza cliccando sul modulo di ciascun webinar.
Inoltre l’iscrizione presuppone lo status di socio Apis che da dirittto inoltre a:
-ricevere newsletter mensile con il servizio bandi e la rassegna stampa su temi legati alla progettazione
-eventuali comunicazioni via mail circa opportunità lavorative nel campo della progettazione sociale
-l’accesso all’area riservta del sito internet dell’associazione ove accedere a materiale formativo
-la partecipazione a webinar o incontri di formazione su temi specifici organizzati annualmente da Apis
-la creazione di un network territoriale regionale e nazionale fra colleghi progettisti sociali che possa permettere uno scambio professionale e possibili collaborazioni.
Assistenza e informazioni ai partecipanti
È possibile ottenere informazioni sull’iniziativa e i suoi contenuti contattando la segreteria di Apis all’indirizzo info@progettistisociali